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Le soppressioni

Alla fine del secolo XVIII, con l’impulso dell’Illuminismo, vengono posti sotto sospetto due baluardi della società tradizionale: la rivelazione e la Chiesa portatrice e interprete della rivelazione. Come era inevitabile, un desiderio tanto generalizzato di cambiare, influì in modo diretto sulla Chiesa così presente nella società.

La Rivoluzione Francese, dall’altra parte, iniziò un periodo di instabilità che turbò la vita della Chiesa e, ovviamente, anche l’Ordine di Sant’Agostino. Gli artefici della Rivoluzione pretesero di distruggere strutture, tradizioni e forme di vita radicate solidamente, per imporre un nuovo ordine sociale e culturale che si fondava sulla razionalità.

A conclusione della Rivoluzione Francese, l’Ordine aveva perso le province esistenti in Francia. L’invasione napoleonica e le rivoluzioni liberali, imposero la politica di espropriazione in altri paesi europei come la Germania, Italia, inclusa Roma, Polonia, Belgio, Portogallo o, per ragioni diverse, l’Irlanda. Il Papa fu sequestrato da Napoleone, divenendo così responsabile del palazzo papale del Quirinale il “Sacrista pontificio” e santo vescovo agostiniano Bartolomeo Menocchio.

La Spagna fu inizialmente l’unico paese, insieme alle colonie americane, che mantenne un grande numero di religiosi. Per questo motivo, il Re Carlo IV ottenne dal Papa nel 1804 un regime speciale autonomo per i religiosi spagnoli. Pochi anni dopo, l’indipendenza dei paesi americani e l’esclaustrazione del 1836, fece sì che il nostro Ordine mantenesse in Spagna unicamente il convento di Valladolid, della Provincia delle Filippine e quello di Monteagudo, della congregazione dell’osservanza recolletta.

Nella bella sala capitolare del convento massimo di Quito, ebbe luogo la firma dell’indipendenza dell’Ecuador. Però nel processo di emancipazione delle nuove nazioni sorte in America nell’ottocento, le province americane dell’Ordine, soffriranno esclaustrazioni promosse dai governi liberali, costringendoli ad uno stato di debolezza.

Più tardi, sperimenteranno un fenomeno simile, le province d’Italia, quando saranno colpite dalla legislazione dell’incameramento dei beni ecclesiastici da parte dello stato, che accompagnò il processo di unità nazionale.