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Lo sviluppo dell’Ordine

Nel suo primo secolo di esistenza, l’espansione dell’Ordine fu spettacolare, arrivando in tutte le nazioni d’Europa. Già nel 1256 confluirono nella Grande Unione, circa 150 conventi di Italia, Austria, Germania, Svizzera, Paesi Bassi, Francia, Spagna, Portogallo, Ungheria, Boemia e Inghilterra. Alla fine del XIII° secolo, l’Ordine contava 17 Province e, approssimativamente, 400 conventi, in quasi tutti i paesi europei.

L’Ordine ha avuto durante i secoli una nutrita e qualificata presenza in Italia. Molti conventi di grande influenza nella storia dell’Ordine sono stati fondati già nel secolo XIII°. Il numero di province, la maggior parte di origine medievale, è stato sempre proporzionalmente molto elevato, come in alcuni periodi storici lo è stato anche quello dei religiosi italiani.

Insieme alla predicazione e alla pastorale sacramentale, lo studio acquistò particolare importanza. Soprattutto la riflessione teologica come ponte tra la fede cristiana e la cultura del tempo. Si costruirono centri di insegnamento teologico in ogni provincia e “Studi Generali” accanto alle università più famose dell’epoca, come Parigi, Roma, Bologna, Padova e Napoli.

I beati Clemente da Ossimo Agostino da Tarano furono entrambi priori generali ed ebbero una decisiva influenza nella elaborazione delle prime costituzioni ufficiali che si

conservano, promulgate dal capitolo generale celebrato nel 1290 a Ratisbona, in Germania, e chiamate per questo costituzioni di Ratisbona. Clemente da Osimo è stato inoltre il primo che ha promosso, alla fine del secolo XIII, la Scuola teologica agostiniana, che vide in Egidio Romano, nel beato Giacomo da Viterbo e nello stesso Agostino da Tarano, i primi grandi, ma non unici, teologi che contribuirono a dare auge al pensiero agostiniano. Caratteristica singolare della nostra scuola teologica è stata la sottolineatura del primato della Grazia di Gesù Cristo e, sul piano ecclesiale, la difesa del papato nelle dure lotte politico-religiose degli inizi del XIV° secolo, tra Bonifacio VIII° e Filippo il Bello di Francia e, più tardi, tra Giovanni XXII e Luigi di Baviera. Simbolo eloquente della vicinanza dell’Ordine al Papato è la presenza ininterrotta di un agostiniano nella corte pontificia come“Sacrista”, dal 1352 fino alla riforma della Curia di Paolo VI del 1967. Con i patti Lateranense e la creazione dello Stato Vaticano in 1929, si aggiunse alla carica di sacrista quella di vicario de la Città del Vaticano, che è durata fino a 1991.

Subito sorse anche la vita agostiniana femminile. La professione della Regola di Sant’Agostino secondo la forma e la dottrina dell’Ordine, gli concede giustamente il nome di agostiniane, occupando sempre il posto eminente che la Chiesa e l’Ordine concede alle vocazioni contemplative.

Nel periodo della Grande Unione del 1256 c’erano in Spagna diversi conventi di monache che seguivano la regola di Sant’ Agostino a Palma di Mallorca,BarcellonaSiviglia Toledo. Ci sono anche, in altri paesi, come in Germania quello di Oberndorf, nel 1264, o in Italia quelli di Santa Croce dell’Arno nel 1279, o di Orvieto nel 1286. Il Convento di Oberndorf è il primo che consta far parte dell’Ordine, in due documenti del Provinciale di Germania e del cardinale Annibaldi.

La vita agostiniana femminile si diffuse ampiamente per tutta l’Europa, sia attraverso nuove fondazione e sia attraverso l’aggregazione all’Ordine di conventi preesistenti. Lo stile di vita femminile, in conformità con le caratteristiche proprie della vita religiosa femminile del tempo, aveva come aspetto specifico la dedicazione alla contemplazione e la clausura.

Molti laici che frequentavano le chiese conventuali dell’Ordine, mostrarono interesse a seguire la spiritualità agostiniana per vivere la propria vita laicale. Nacquero così le associazioni laicali, confraternite e, soprattutto, il cosiddettoTerz’Ordine. Attraverso un programma di vita cristiana, i membri del Terz’Ordine, organizzati in fraternità secolari, cercavano di vivere in famiglia e nella società i valori che i frati e le monache professavano nei loro conventi.

Alcuni secoli più tardi c’erano gruppi del Terz’Ordine che giunsero a costituirsi in congregazioni religiose, rimanendo vincolate all’Ordine come parte di una grandeFamiglia Agostinianaa. Così, alcune congregazioni nuove abbracciarono al Regola di Sant’Agostino e chiesero l’affiliazione all’Ordine, di modo che la Famiglia Agostiniana era costituita da un ramo maschile, le monache, i laici associati in fraternità secolari e le congregazioni religiose affiliate.

Più significativo del processo di instaurazione dell’Ordine è la testimonianza dei suoi santi. Orme fresche del Vangelo nel cammino della storia. Dio come filo invisibile che snocciolò i misteri gaudiosi e dolorosi della loro vita. S. Nicola da Tolentino (1245-1305), è stato il primo agostiniano canonizzato e il suo culto ha avuto una grande diffusione nei luoghi dove si è stabilito l’Ordine in tutti i continenti. Molti altri sono venerati come beati con un culto immemorabile, comeFederico da RatisbonaClemente da Osimo, Agostino Tarano, Angelo da Furci o Andrea da Montereale. Nel ramo femminile, incontriamo in quest’epoca, Santa Chiara da Montefalco (1268-1308) e, più avanti, Santa Rita da Cascia (1381-1457), la cui devozione si è calata profondamente nella religiosità popolare, così come altre monache la cui santità è stata pubblicamente riconosciuta dalla Chiesa.

Sono solo i primi frutti di santità di un Ordine che è stato benedetto dalla testimonianza dei suoi santi, dagli inizi fino ai nostri giorni.