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Ogni persona, dal momento che è stata battezzata - ci ricorda S. Paolo - è chiamata alla santità, nessuno escluso. Afferma infatti l'apostolo con decisione: "Dio vuole questo: che diventiate santi" (1 Tess. 4,3). "Santità"! Parola grande - e oggi inusuale - che evitiamo perché ci spaventa. Ma per dirla con parole più semplici e comprensibili, Dio vuole che ciascuno di noi realizzi il progetto che Egli prepara ad ognuno, per questa vita e per quella eterna. Diverse però sono le vie per raggiungere questo traguardo: sono le varie vocazioni che Dio dissemina nella sua Chiesa, perchè "ciascuno ha il proprio dono di Dio, chi in un modo, chi in un altro". La maggior parte segue la strada del matrimonio e della famiglia. Tra le tante strade merita però particolare attenzione, proprio perché ai più risulta impercorribile, quella che trae origine dagli esempi e dagli insegnamenti di Cristo e degli Apostoli e che si fonda sull'osservanza dei tre consigli evangelici di obbedienza, povertà e castità. Già consacrati a Dio con il battesimo, coloro che, ispirati dalla grazia divina, scelgono questa via, rafforzano in modo particolare la loro consacrazione battesimale, e si propongono di seguire il Signore con maggiore libertà e di imitarlo più da vicino, ponendo la loro esistenza al servizio di Cristo e dei fratelli. Abbiamo usato la parola libertà che potrebbe suonare strana, soprattutto oggi, applicata alla vita dei frati e delle suore. Come si può parlare di libertà quando si è legati dai voti di povertà (non si dispone personalmente di nessun bene, neanche del frutto del proprio lavoro), di castità (si rinuncia non solo alle soddisfazioni illecite ma anche alla legittima gioia di una propria famiglia) e soprattutto di obbedienza (si mette la volontà personale nella mani di un' altra persona)? E non è ridicolo parlare di libertà delle monache, chiuse come sono dietro le grate di un monastero? Il discorso si farebbe lungo. C'è però una risposta breve a questi interrogativi. La risposta è data dalle parole di Gesù: "La verità vi farà liberi!". E' libero - veramente libero! - chi vive nella verità di se stesso e degli altri. Ma la verità è Lui, il Cristo, il senso pieno di ogni esistenza, e chi vive in lui e per lui è il più libero degli uomini. Anche dietro una grata. Ma occorre sperimentarlo per crederci. Animati dunque da queste profonde convinzioni e spinti dalla forza interiore che viene loro dallo Spirito Santo, molti uomini e donne nel corso dei secoli fondarono famiglie religiose che la Chiesa ha accolto e approvato, come vie sicure e autentiche verso la santità. Cosicché il disegno di Dio, la fantasia e il coraggio degli uomini e le esigenze dei tempi hanno fatto sì che si sia sviluppata nella Chiesa una grande varietà di famiglie religiose, ciascuna con caratteristiche proprie, ma tutte ugualmente impegnate a promuovere la comunità umana e a edificare la comunità dei credenti in Cristo, cioè la Chiesa. continua
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