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Memento, homo!

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Notizie agostiniane 24 Marzo 2020

Una nuova riflessione di P. Giuseppe Scalella OSA

La “stretta” per il Covid19 continua. Già nelle prime ore del mattino si avverte il silenzio spettrale, quasi a farti sentire, e in modo non indolore, la differenza con la normale frenesia dei giorni andati.

Un silenzio denso, che pesa, ma che appare come un urlo, un grido: “memento!”, cioè “ricordati!”.

Chissà quanto cambiarà la vita, dopo che sarà passata questa pandemia! E non bisognerà che passi, perchè sta già cambiando tutto, perfino le abitudini più consuete.

Si ha proprio l’impressione netta di esserci lasciati alle spalle la società smemorata, la società gaia e gaudente, la società del profitto e dell’anonimato.

In una parola: un risveglio. Sarà proprio così?

Oppure sarà come dopo una tempesta, dopo uno di quei nubifragi estivi con tuoni, lampi e grandine, e ci rimetteremo a dormire? Quando i riflettori dei media si spegneranno, si continuerà a parlare di altro, per distrarci ancora e dimenticare in fretta la tempesta? E quel grido? Quell’urlo così potente che sta dominando le nostre giornate? Ricordati!

Ricordati che non sei dio, che il progresso e la scienza non ti salvano dal nulla; ti aiutano, ma non ti salvano. Hai creduto troppo nelle tue possibilità, ma ora ti trovi impotente e solo, davanti a un nemico invisibile che si fa beffe di te.

Vi ricordate Il grigio, il racconto teatrale in due atti di G. Gaber, dove il protagonista, un uomo quasi normale, si trova a combattere con un nemico invisibile e inidentificabile? Ah, già! ve lo siete dimenticato. Beh, il protagonista esordisce dicendo: “So a cosa stai pensando. Si, ormai lo so. E vorrei anche dire a chi non vuol vederti o preferisce ignorarti che in quanto ad astuzia e malvagità tu superi qualsiasi immaginazione…”.

Ricordati che un Dio si è sacrificato per te, per te ha accettato gli insulti, gli sputi e la morte su una croce. Ha dato tutto se stesso per te, per tirarti fuori dal nulla. Non è un nemico invisibile. È mistero, certo, e rimane tale, ma si è mostrato a te, ti ha fatto vedere il suo volto; ha voluto esserti amico e da quel momento non si è mai nascosto. Sei tu che vuoi nasconderlo e semplicemente perchè ti ricorda che non sei onnipotente, che non ce la farai mai da solo a tirarti fuori dal nulla.

Ma com’è provvidenziale questo silenzio, il silenzio di questa “stretta” che, allora, non è più spettrale ma segno inequivocabile di una grande attesa!

P. Giuseppe Scalella, OSA

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