Cari fratelli e sorelle,
nella notte del sabato santo, durante la Veglia Pasquale, celebriamo il mistero su cui si fondano la nostra fede, speranza e carità. Realmente, come proclamiamo nella liturgia, “questo è il giorno fatto dal Signore: rallegriamoci ed esultiamo!”
Alleluia! è il grido pasquale. La Risurrezione di Gesù è l’evento in cui assaporiamo la “pellegrinanza”: siamo pellegrini perché la Risurrezione di Gesù ci permette di desiderare e raggiungere veramente. Con la fede nella Risurrezione del Signore nasce in noi il desiderio e la speranza di quella gloria ultima ed eterna con il Dio trino.
Speranza che è alimentata dal dono dell’indulgenza: fondamento dell’Anno Giubilare che stiamo celebrando! L’indulgenza è il frutto del mistero pasquale e non cessa di rivelare il suo significato in questo evento pasquale. In esso acquisiamo il suo vero valore: anche le parole pasquali si fondano sulla nostra condizione di “pellegrini, lontani dalla patria dei santi” (Sermone 345 B).
San Paolo dice che, se Cristo non fosse risorto, la nostra fede sarebbe vana; la nostra speranza spirituale (cfr. 1 Cor 15). Che effetto ha di noi? Senza la Risurrezione non ci sarebbe salvezza. La nostra fede sarebbe privata di significato. Ma come l’Apostolo, anche noi crediamo pienamente nella Risurrezione di Cristo e quindi sappiamo che non corriamo inutilmente.
Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che, nella gloria di Gesù, la croce è l’elemento centrale che unisce la sua vita in mezzo a noi con la Risurrezione, dando senso a tutto il mistero pasquale. Risorta, risponde il male stesso. Il peccato manifesta un Dio che, invece,
San Paolo, poco propenso alle metafore, dice che: “Cristo non solo ha fatto suoi i nostri peccati, ma che è fatto peccato” (2 Cor 5, 21). Papa Francesco, riferendosi a questo testo paolino, ha commentato una mattina durante l’Eucaristia celebrata nella cappella della Residenza di Santa Marta: “Non è facile capire questo e, se pensiamo, non arriveremo mai a una conclusione. Basta contemplare, pregare ed essere grati.”
In questi giorni, introdotti dalla Pasqua, abbiamo potuto accompagnare Gesù e sentire l’amore che ha per noi, donato attraverso la sua Parola. Egli, che donando la sua vita per noi ci ha mostrato la via della Vita e della Risurrezione.
Che anche noi sappiamo perdonare e dare la vita per i nostri fratelli e sorelle, nella nostra piccola “passione”, nella speranza piena e vera in quella di Cristo, nella consapevolezza che senza perdono non ci può essere Risurrezione.
Senza la Risurrezione, la speranza della vita eterna con Dio svanirebbe completamente.
BUONA PASQUA DI RISURREZIONE!
Roma, 20 aprile 2025
P. Alejandro Moral Antón, O.S.A.
Priore Generale

