
Una giornata destinata a rimanere nel cuore della nostra famiglia religiosa. Sabato 20 giugno 2026 Papa Leone XIV ha visitato la comunità agostiniana di Pavia e la Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, dove sono custodite le reliquie di Sant’Agostino.
Il ritorno del Santo Padre nella “casa di Agostino”, questa volta come Pontefice, ha rappresentato un momento di particolare intensità per l’Ordine e una grande gioia per tutta la Provincia Agostiniana d’Italia, che a Pavia custodisce uno dei luoghi più importanti della spiritualità e della memoria agostiniana.
L’incontro con la comunità agostiniana
Dopo la prima tappa della visita pastorale al Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, dove ha incontrato bambini e adulti in cura, le loro famiglie e il personale sanitario, Papa Leone XIV ha raggiunto il convento e la Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro.
Ad accoglierlo presso la comunità sono stati Padre Joseph L. Farrell, Priore Generale dell’Ordine di Sant’Agostino; Padre Gabriele Pedicino, Priore Provinciale della Provincia Agostiniana d’Italia; e Padre Gianfranco Casagrande, Priore della comunità agostiniana di Pavia.
Il Santo Padre ha quindi vissuto un breve ma significativo incontro con i confratelli della comunità pavese, insieme agli agostiniani giunti da diverse parti d’Italia e dalla Curia Generalizia. Un momento familiare, segnato dalla riconoscenza e dalla gioia di poter accogliere nuovamente un confratello che, nel corso del suo ministero nell’Ordine, aveva già sostato molte volte in preghiera davanti alla tomba del Padre Agostino.
Nel corso dell’incontro è stata presentata a Papa Leone XIV una scultura in marmo raffigurante l’episodio del “Tolle lege”, uno dei momenti decisivi della conversione di Sant’Agostino. Padre Gianfranco Casagrande ha inoltre rivolto al Santo Padre il saluto della comunità, esprimendo gratitudine per una visita destinata a rimanere nella storia della presenza agostiniana a Pavia.
Parlando ai confratelli, Leone XIV ha ricordato che «Sant’Agostino non è nostro, è della Chiesa» e che il Vescovo di Ippona «ha tanto da offrire in questo tempo». La missione degli agostiniani, ha sottolineato, è far conoscere nella Chiesa il suo messaggio di amore per Cristo e per la comunità ecclesiale.
Le numerose persone che continuano a raggiungere la Basilica di Pavia testimoniano, secondo il Papa, una ricerca profonda presente nel cuore dell’uomo contemporaneo: la ricerca di qualcosa e, soprattutto, di Qualcuno capace di dare senso alla vita.
Nel chiostro del convento, Papa Leone XIV ha quindi incontrato e salutato i vescovi della Lombardia e alcuni loro collaboratori, richiamando l’attualità del messaggio agostiniano dell’amore fraterno, del perdono, della riconciliazione e della pace.
Le reliquie esposte alla pubblica venerazione
Pochi momenti prima dell’arrivo del Santo Padre, le reliquie di Sant’Agostino sono state collocate sull’altare della Basilica per la pubblica venerazione.
Il rito è stato guidato da Padre Joseph L. Farrell, insieme a Padre Gianfranco Casagrande e a Padre Francesco Maria Giugliano, parroco della comunità agostiniana di Tor Bella Monaca.
L’esposizione delle reliquie ha preparato uno dei momenti più intensi della visita: la preghiera di Papa Leone XIV davanti al Padre spirituale dell’Ordine, circondato dai membri della Famiglia Agostiniana, dal clero, dai consacrati e dai fedeli della città.
Davanti al Padre Agostino
Nella Basilica si sono raccolti i vescovi della Lombardia, il clero, i consacrati e le consacrate, i diaconi permanenti, numerosi membri della Famiglia Agostiniana e moltissimi fedeli, presenti anche nel piazzale esterno.
Davanti alle reliquie del Padre spirituale dell’Ordine, Papa Leone XIV ha sostato in preghiera, rendendo omaggio a colui che continua a illuminare il cammino della Chiesa con la forza del suo pensiero, l’inquietudine della sua ricerca e la profondità della sua esperienza di fede.
La celebrazione della Parola ha avuto al centro l’immagine delle “pietre vive”. Nella sua omelia, il Santo Padre ha invitato la Chiesa di Pavia e, attraverso di essa, ogni comunità cristiana a porre Cristo come fondamento dell’edificio spirituale, pietra angolare del cammino ecclesiale, dell’azione pastorale e della missione evangelizzatrice.
Di fronte alle difficoltà della trasmissione della fede e alle fatiche prodotte da un contesto sempre più secolarizzato, il Papa ha messo in guardia da ogni forma di pessimismo. Il cristiano è chiamato a leggere la realtà con lo sguardo della fede, riconoscendo anche nelle situazioni più complesse i segni della presenza e dell’azione di Dio.
Da qui l’invito a costruire una Chiesa capace di rinnovarsi senza dividersi, nella quale tutti possano riconoscersi fratelli e lavorare insieme, con gioia, al servizio del Regno di Dio.
Il richiamo all’interiorità
Nel luogo che custodisce le spoglie del Vescovo di Ippona, Leone XIV ha richiamato anche uno dei tratti più profondi della spiritualità agostiniana: il primato dell’interiorità.
La storia della conversione di Agostino, il suo pensiero e il suo instancabile desiderio di verità parlano ancora alle donne e agli uomini del nostro tempo, spesso immersi nella fretta, nella dispersione e nella frammentazione della vita quotidiana.
Rientrare in sé stessi non significa chiudersi, ma ritrovare nel cuore la presenza di Dio e il senso autentico delle relazioni. È una ricerca che attraversa in modo particolare le nuove generazioni e che chiede alla Chiesa una testimonianza coerente, appassionata e capace di accompagnare.
Il Papa ha quindi incoraggiato le comunità cristiane a essere una Chiesa ben radicata nel territorio, presente nelle fatiche e nelle speranze delle persone, capace di ascoltare, di accompagnare le famiglie, di dialogare con chi è lontano e di raggiungere tutti con la gioia del Vangelo.
Un’attenzione particolare è stata rivolta anche alla pastorale universitaria, al dialogo con la cultura e alla necessità di elaborare una proposta di fede capace di illuminare la ricerca della verità, della giustizia e della bellezza.
Una lampada accanto all’Arca
Al termine della celebrazione, Papa Leone XIV ha venerato e incensato le reliquie di Sant’Agostino. Ha quindi acceso una lampada votiva in bronzo, collocata accanto all’Arca, che conserverà nel tempo la memoria di questa storica visita.
Le note del canto Tardi t’amai, ispirato alle parole delle Confessioni, hanno accompagnato uno dei momenti più intensi della giornata. Prima di lasciare la Basilica, il Santo Padre ha impartito la benedizione anche ai numerosi fedeli che avevano seguito la celebrazione dal piazzale.
La visita di Leone XIV a Pavia non rappresenta soltanto un evento di grande rilievo per la comunità locale. È anche un invito rivolto a tutta la Provincia Agostiniana d’Italia a custodire e rinnovare la propria missione: far conoscere Sant’Agostino, accompagnare la ricerca dell’uomo contemporaneo e testimoniare, nella vita fraterna e nel servizio alla Chiesa, la bellezza dell’incontro con Cristo.
Con profonda gratitudine, la nostra Provincia affida ancora una volta al Padre Agostino il ministero di Papa Leone XIV, perché possa continuare a guidare la Chiesa lungo le vie della comunione, della riconciliazione e della pace.








